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Ripartire verso la bellezza in un suggestivo itinerario dantesco

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Nell’anno in cui si celebra il Sommo Poeta, il mondo dell’arte, come il turismo, ha vissuto il suo momento più buio. Le celebrazioni del settecentesimo anniversario della morte di Dante hanno subito uno stop forzato, un vuoto che merita di essere colmato. Abbiamo assistito a celebrazioni online e visite guidate digitali nei luoghi dell’arte italiana ma ora è il momento di vedere e toccare con mano la bellezza.

Quale modo migliore per farlo se non risalendo un ideale itinerario dantesco, alla scoperta dei luoghi della Romagna in cui ha vissuto e che ha cantato nella Divina Commedia? Da Faenza fino a Ravenna e al Castello di Gradara, non troppo lontani dalla spiaggia dorata di Rimini si trovano luoghi preziosi, culle di arte e cultura millenaria.

Faïence: modellare la bellezza

Faïence è il nome francese di Faenza ed è il nome con cui spesso si identifica la maiolica. Questa perla del rinascimento si trova al centro del percorso che ha portato Dante nel suo esilio da Firenze a Ravenna. Faenza, di origine romana e situata sulla Via Emilia, raggiunge il suo apice nel periodo rinascimentale.

La splendida Piazza del Popolo è il cuore della città, custodita da due eleganti porticati contrapposti, uno sul fianco del Palazzo Comunale e l’altro sul fianco del Palazzo del Podestà con la maestosa Torre civica dell’orologio. Palazzo Milzetti, oggi Museo Nazionale della Civiltà Neoclassica in Romagna che suggella magistralmente, sia sotto il profilo architettonico che decorativo, la civiltà romagnola nel neoclassicismo.

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Mosaici: monumentale eredità iconografica

Dante Alighieri durante il suo esilio a Ravenna negli ultimi anni della sua vita, venne profondamente ispirato dall’iconografia e spettacolare repertorio cromatico dei mosaici delle basiliche e dai battisteri dell’antica capitale imperiale.

Qui Dante, in un profondo percorso interiore, raccoglie, costruisce e decanta nella preziosità delle tessere e nel messaggio dei mosaici paleocristiani e bizantini quel senso di misticismo che ha caratterizzato la poesia della sua opera. L’abside di Sant’Apollinare in Classe, le cupole dei battisteri ravennati, le opere della Basilica di San Vitale, tutta questa monumentale eredità artistica prende vita in forma di versi nella Divina Commedia.

Gradara: mito e architettura antica

Poco importa se il castello di Gradara fu davvero palcoscenico dell’amore eterno di Paolo e Francesca. Chi si appresta a visitare questo gioiello medievale rimane affascinato dalla bellezza del luogo, del territorio circostante e respira l’atmosfera che il Sommo Poeta ha decantato. “Il Castello di Gradara ed il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia. Inoltre, le due cinte murarie che proteggono la fortezza, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, la rendono anche una delle più imponenti della penisola.

Gradara dista pochi minuti da Rimini e come le altre mete è una destinazione che arricchisce una vacanza sul mare della Romagna con un’esperienza cultura di valore inestimabile.

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